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il Parco dello Stelvio
Parco dello Stelvio: quale futuro per gli operai stagionali? 1 novembre 2009
Il comitato lombardo del Parco dello Stelvio
BORMIO – “Ho sempre difeso a spada tratta gli operai stagionali del Parco. Ma a fronte di certe scelte ed certe rivendicazioni non me la sento più di continuare su questa strada”. Il presidente del Parco dello Stelvio Ferruccio Tomasi conferma di essere pronto a sostenere ancora la scelta di utilizzare operai stagionali per le manutenzioni del territorio del parco, ma la decisione di ricorrere al tribunale per arrivare all’assunzione a tempi indeterminato da parte di alcuni di questi operai potrebbe incidere sulle scelte future.
La questione operai stagionali è emersa in sede di esame del bilancio di previsione 2010 del Comitato di Gestione per la Lombardia del Parco Nazionale dello Stelvio. Documento incompleto, perchè mancano le indicazioni riguardo alle reali disponibilità finanziarie per il prossimo anno, ma che per legge deve essere presentato entro il mese di ottobre dell’anno precedete. La proposta di programma annuale 2010 è stata approvata nel corso dell’incontro del Comitato del 30 ottobre 2009 ed indica in meno di 1.6 milioni le risorse su cui, al momento, si può contare. Il contributo ordinario del Ministero dell’Ambiente dovrebbe superare di poco il milione di euro mentre dalla regione Lombardia sono attesi 500.000 euro destinati a quella serie di interventi di manutenzione territoriale affidata proprio agli operai stagionali. “Il lavoro per questa stagione si conclude a fine ottobre; non vi sono stati problemi e le opere realizzate hanno riguardato tutto il territorio del parco con una quarantina di persone impegnate per diversi mesi”. Per loro, comunque, c’è lavoro pronto anche per la prossima estate, complessivamente 6 mesi di impegno con risorse a disposizione che sfiorano i 600.000 euro.
Una disponibilità che copre sei mesi di lavoro delle squadre ambientali: “dovessimo essere costretti alla loro assunzione, a seguito delle varie iniziative che hanno scelto la via giudiziaria per arrivare alla assunzione a tempo indeterminato – hanno concordato il direttore Platter ed i presidenti Saruggia eTomasi – non ci sarebbe più spazio per gli stagionali”.
Alcuni di questi stagionali hanno rivendicato l’assunzione a fronte di impegni che hanno superato i limiti indicati per considerare l’impegno stagionale. “Il Parco non ha le risorse per assorbire stabilemente tutti gli stagionali e soprattutto non vi sono possibilità di fare manutenzione ambientale durante la stagione invernale”.
Si valuterà nelle prossime settimane la situazione. Intanto il presidente del comitato Saruggia ha chiesto ai collaboratori ed ai rappresentanti degli enti di sottoporre proposte ed idee su cui lavorare per il prossimo anno. Il presidente del Cai Bormio ne ha messo subito una sul tavolo: coinvolgere direttamente le sezioni Cai che operano nel territorio del Parco per effettuare, con il semplice rimborso delle spese sostenute, la manutenzione leggera di tutta la rete sentieristica.
articolo tratto da altarezianews di a.Trabucchi
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