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IO STO CON ZAIA: BASTA CONSIDERARE UBRIACO CHI BEVE 2 BICCHIERI DI VINO!!!



Zaia: con due bicchieri non si è ubriachi. Gli esperti: meglio nessuno.

"Basta demonizzare il vino"

"Due bicchieri non sono una colpa"

Da ministro all’Agricoltura, Luca Zaia, ha colto il crescente disagio del mondo del vino, impegnato in una difficile vendemmia, buona per qualità ma percorsa dal pessimismo sul fronte delle tenuta dei prezzi delle uve. Tra i motivi della crisi anche la crescente paura per i controlli con gli etilometri in agguato e le nuove salatissime multe che si traducono in calo dei consumi, calcolato da Coldiretti in un ulteriore 2,5 per cento, nonostante la tenuta dei vini a Doc.

Il ministro leghista ha colto l’occasione di far saltare il tappo in un’intervista al mensile «Quattroruote». Lo Zaia-pensiero è esplicito: «Bisogna smetterla di considerare ubriaco al volante chi beve un paio di bicchieri. No all’atteggiamento proibizionistico di chi chiede tolleranza zero sulle strade, abbassando ancora i limiti del tasso alcolemico per chi guida». E ancora: «E’ in atto una criminalizzazione del vino che non ha senso e che sta uccidendo uno dei comparti più pregiati del Made in Italy».

"Il vino è certamente uno dei simboli del made in Italy di qualità e, consumato con moderazione all'interno di una dieta equilibrata, ha benefici effetti sulla salute.
"Il vino, ha detto ancora il ministro Zaia, è senza dubbio un concentrato di storia, attraverso il quale far conoscere i territori del nostro Paese, ma è anche un motivo per creare, con senso di responsabilità, piacevoli momenti di convivialità. I dati forniti pochi giorni fa dall'Osservatorio permanente Stragi del sabato sera, formato da Polizia e Carabinieri, fotografano invece una situazione preoccupante: il 10% delle persone sottoposte fino ad oggi a controlli aveva bevuto troppo, mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri. Ci auguriamo che iniziative come quella di Vino e Giovani servano anche a questo: a diffondere la consapevolezza dell'importanza di un consumo di vino moderato e di qualità".
Il ministro ha aggiunto numeri e considerazioni: «Il limite attuale, 0,5 grammi di alcol per litro di sangue, è ragionevole. Abbassarlo ancora non serve. Entro tali livelli si è sobri e perfettamente in grado di guidare: corrisponde a due bicchieri di un vino che abbia non più di 11 gradi, diciamo uno spumante o un rosso non troppo strutturato».

Zaia ha, inoltre, ridimensionato l’impatto che due bicchiere di vino possono avere negli incidenti stradali e ricorda polemicamente che «solo il 2,09% degli incidenti è causato da guidatori in reale stato d’ebbrezza, persone che all’etilometro risultano ben al di sopra dello 0,5.
Non vedo perché dovrei rinunciare a bere con intelligenza e moderazione solo perché ci sono irresponsabili che si ubriacano».

Infine un passaggio destinato ad allargare la polemica: «Perché - conclude il ministro - non si guarda con altrettanta severità alle altre cause degli incidenti? Vogliamo parlare del fumo o dei farmaci che danno sonnolenza? Degli antistaminici che migliaia di italiani prendono per combattere le allergie? O dei tranquillanti? Temo siano più pericolosi dei fatidici due bicchieri, ma nessuno se ne occupa, è più comodo dare la colpa al vino».

Affermazioni nette che hanno avuto nel mondo del vino l’effetto raccontato nella fiaba dell’Imperatore: «Finalmente c’è chi dice che il re è nudo e lo dice con forza e autorevolezza». Un coro mediatico di consenso alle parole del ministro si è composto in poche ore. «Presa di posizione coraggiosa» annota Fabio Carlesi dell’Enoteca italiana di Siena che da anni conduce il progetto Vino e giovani per un consumo consapevole. «Bene ha fatto il ministro a sottolineare la differenza tra uso corretto e abuso delle sostanze alcoliche» aggiunge Enrico Stoppani presidente della Fipe, che raggruppa 200 mila tra bar e ristoranti. «Demonizzare il vino non serve» commenta Giuseppe Martelli dell’Assoenologi. «Noi stiamo promuovendo il bere leggero, responsabile e intelligente» annuncia Paolo Ricagno che guida il Consorzio di tutela dell’Asti spumante e del Brachetto d’Acqui, vini da brindisi che hanno naturalmente un basso grado alcolico.

Da Roma arriva però una voce decisamente fuori dal coro. La reazione più dura è stata quella di Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale Alcol dell’Istituto superiore della Sanità: «L’alcol è la prima causa di morte tra i giovani sotto i 24 anni: le dichiarazioni del ministro Zaia non hanno nulla a che vedere con le evidenze scientifiche» annota a muso duro Scafato, confermando la dicotomia di indirizzi tra i ministeri dell’Agricoltura e della Salute. «Gli interessi economici del comparto del vino - aggiunge Scafato - dovrebbero convivere con quelli della salute dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani».

Di parere diverso l’Enoteca italiano, che ha dato vita, insieme al ministero, al progetto “Vino e Giovani”, per sensibilizzare i ragazzi tra i 18 e i 30 anno ad un consumo consapevole: “La coraggiosa presa di posizione del ministro è giusta e da condividere, il limite di 0,5 per chi guida è più che sufficiente. Abbassandolo ancora si otterrebbe solo il risultato di penalizzare ulteriormente un comparto famoso del senza ottenere risultati sul fronte della sicurezza”.Scafato, che è anche presidente della società italiana di Alcologia, ribadisce: «Non esistono livelli sicuri di alcol per mettersi alla guida: l’unica sicurezza è non bere, neanche due bicchieri di vino». A Zaia che ha indicato la stanchezza come causa principale delle stragi del sabato sera, l’esperto risponde: «Noi andiamo nelle discoteche e sappiamo che i ragazzi usano l’alcol, vino compreso e poi si mettono in macchina. E 1800 ragazzi sotto i 19 anni sono alcoldipendenti già a carico dei nostri servizi».

A Scafato rispondiamo: ma v........o!!

Ricordandogli, infine, che tanti ragazzi saranno anche alcoldipendenti come dice giustamente lui,
ma che si risparmi la fatica di cercarli tra quelli che bevono solo un paio di bicchieri di vino, perché sprecherebbe solo il suo tempo.

Con due bicchieri di vino non è ubriaco neanche un cane.

Concludendo tra bere con moderazione e ubriacarsi ce ne passa di vino... pardon acqua sotto i ponti.
E questo il messaggio della gente, di cui credo Zaia abbia voluto farsi interprete, e che Scafato e istituzioni potrebbero farci per lo meno la cortesia di ascoltare senza ipocrisie.


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