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il Parco dello Stelvio
Il Parco smentisce il Wwf: il piano cervo va avanti
30 luglio 2009
Ferruccio Tomasi
VAL MARTELLO - “Non è vero nulla di quanto si va dicendo e scrivendo: il piano cervo per la Lombardia va avanti. Ci sono state richieste precisazioni ed integrazioni, ma non è vero come affermano associazioni ambientaliste che sia stato bocciato”. Queste le dichiarazioni del presidente del Parco dello Stelvio Ferruccio Tomasi a proposito di indiscrezioni a mezzo stampa diffuse negli ultimi giorni dal Wwf
Sempre in bella evidenza la questione cervo in Alta Valtellina. Ed è sempre scontro tra vertici del Parco Nazionale dello Stelvio e WWF. In questi giorni sì è diffusa, riportata da media più e meno locali, la notizia che il cosiddetto “piano cervo” (ovvero il programma di abbattimento di circa 1.800 capi di cui abbiamo riferito in diverse occasioni) sarebbe stato bocciato da parte del Ministero. Secondo l’associazione ambientalista sarebbero state raccolte diverse osservazioni da lei presentate che hanno portato (o avrebbero portato) alla bocciatura del piano. Abbiamo interpellato il presidente Ferruccio Tomasi, in queste ore in Val Martello, che ci ha dichiarato testualmente: “non è vero niente: abbiamo ricevuto diversi mesi fa quando abbiamo presentato il piano ai vari organi competenti delle richieste di integrazione, ma il programma sta andando avanti. Meraviglia molto che certe notizie vengano diffuse a mezzo stampa senza che il Parco non ne sappia nulla…”.
Tratto da AltaReziaNews
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I rischi del protezionismo ad oltranza
(2 agosto 2009)
Per vari motivi, anche basati su dati scientifici, sono convinta che le popolazioni eccessive
di erbivori selvatici in un territorio limitato come il nostro debbano essere tenute sotto
controllo.
Per esigenze professionali ho visto l’esito di catture non sempre ben condotte (non parlo del
PNS): nelle casse di trasporto a volte gli animali, quando si riprendono dalla sedazione,
cercano di sfuggire terrorizzati e si procurano lesioni a volte gravissime (es. lacerazione del
tendine di Achille) e devono essere abbattuti. Non è meglio un colpo che arriva da lontano,
senza sperimentare la vicinanza con l’uomo?
Rispetto ai predatori, il vantaggio della caccia ben condotta in aree molto antropizzate come
la nostra è anche quello di selezionare la popolazione in base a criteri scientifici, ormai
largamente riconosciuti ed evitare quindi gravi epidemie e scadimento della specie. Da non
dimenticare poi il rischio che corrono greggi ed animali domestici a fronte di predatori non
selettivi.
Del resto, se in una stalla abbiamo troppi bovini rispetto alla sua capienza, dobbiamo
abbatterli. Introdurre i predatori in aree così limitate come le nostre, equivale ad immettere
una faina in un pollaio.
Tra l’altro questo comportamento irrazionale di ultraprotezionismo, privo di ogni logica
scientifica, porta proprio come conseguenza il diffondersi del bracconaggio esercitato da
chi, esasperato per non essere ascoltato, si fa “giustizia” da solo. E non sempre in un modo
molto edificante, soprattutto dal punto di vista di chi questi stupendi animali li ama davvero.
I bracconieri sparano di nascosto, soprattutto di notte, se feriscono gli animali non li vanno a
cercare perchè hanno timore di essere beccati dalle guardie e così cervi o altri feriti vanno a
morire lentamente in qualche angolino.
La caccia (o prelievo selettivo) ben esercitati non fanno questi scempi.
Elisabetta Ferro Tradati
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leggete attentamente il seguente scritto che un cittadino di
Valfurva ha consegnato al Parco..come osservazione al Piano del Parco
( clicca sulla foto per ingrandire)
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